La Riforma

Il Rinascimento

Nel XV e nella prima metà del XVI secolo i Papi furono interessati principalmente ad aumentare il potere temporale del Papato, comportandosi come una reggia rinascimentale nella cura delle arti e della letteratura, migliorando le città dello Stato Pontificio ed incrementando le fortune proprie e della propria famiglia.

Il successore di Niccolò V fu Callisto III (1455-1458), che inizio le fortune a Roma della famiglia catalana dei Borgia, con due nipoti eletti Cardinali, no dei quali successivamente eletto Papa con il nome di Alessandro VI (1492-1503). Cesare Borgia (1476-1507), figlio di of Alessandro VI, fu fatto Cardinale a 16 anni e si alleò con Luigi XII di Francia per combattere come capo dell'Esercito Pontificio i feudi in Romagna. Una forte opposizione al decadimento morale del Papato fu attuata a Firenze da Girolamo Savonarola, arrestato ed ucciso nel 1498.

Lo stesso approccio nepotistico venne seguito da Pio II (1458-1464) e Sisto IV (1471-1484) con la famiglia Della Rovere: un nipote di Sisto ottenne la Signoria di Imola e Forlì, un secondo il Vicariato di Senigallia ed altri due nipoti vennero nominati cardinali, dei quali uno divenne Papa con il nome di Giulio II (1503-1513), che combatté contro Cesare Borgia, costringendolo a lasciare Roma. Nel 1508 il Papa promosse la Lega di Cambrai contro Venezia e successivamente la Santa Lega contro Luigi XII.

Un comportamento simile fu tenuto da Innocenzo VIII (1484-1492), che nel 1485 con Genova e Venezia sostenne una rivolta a Napoli per prendere il controllo del Regno, ma il piano fallì per l'intervento di Milano e Firenze. Per rafforzare le relazioni con Firenze, il Papa nominò cardinale il figlio di Lorenzo de' Medici, Giovanni, che al tempo aveva solo 16 anni e che poi divenne Papa con il nome di Leone X (1513-1521); inoltre, la figlia di Lorenzo de' Medici sposò il figlio di Innocenzo VIII.

Riforma Protestante

Durante il pontificato di Leone X, la vendita delle indulgenze richiesta dalla spese per la costruzione della Basilica di San Pietro provocò la nascita delle prime proteste che portarono alla Riforma Protestante di Martin Lutero il 31 ottobre 1517, data nella quale Lutero affisse sulla porta della chiesa di Wittenberg le 95 tesi contro la vendita delle indulgenze in Germania da parte dell'arcivescovo Alberto di Brandeburgo.

Riforma Protestante

Nata come movimento di protesta, la Riforma Protestante riuscì ad affermarsi in alcune aree d'Europa grazie all'appoggio politico ed economico di molti principi, che ne fecero la religione di stato. I nobili che passarono al protestantesimo poterono impossessarsi delle proprietà della Chiesa, rendendole ereditarie; in questo modo, ad esempio, il nucleo della Prussia nacque dai territori dell'Ordine Teutonico, dopo il passaggio al luteranesimo del Gran Maestro Albert di Hohenzollern. Inoltre Carlo V sfruttò l'occasione per acquisire consenso sui principi e feudatari nell'equilibrio precario del Sacro Romano Impero.

Lutero fu chiamato a Roma a discutere le Tesi, ma, grazie alla protezione dell'Elettore di Sassonia Federico, Lutero ottenne che le sue tesi venissero discusse in Germania. Data la permanenza di Lutero nelle proprie posizioni, nel 1519 Leone X emanò la bolla Exsurge Domine nella quale veniva richiesto a Lutero di ritrattare le sue dottrine entro 60 giorni. Lutero bruciò la bolla e anche alcuni libri di diritto canonico come simbolo dell'autorità romana. La reazione del Papa si ebbe il 3 gennaio 1521 con la scomunica di Lutero con la bolla Decet Romanum Pontificem.

Su iniziativa di Carlo V si ebbe un nuovo tentativo di conciliazione con la partecipazione di Lutero alla Dieta di Worms (1521), che, però, rifiutò di ritrattare le proprie tesi. Messo al bando dall'Impero con un editto, Lutero trovò riparo nel castello di Wartburg (1521–1522) grazie all'Elettore Federico III di Sassonia.

Nel 1526 Papa Clemente VII (1523-1534) si unì alla Lega di Cognac con Francesco I di Francia, Venezia, Milano, Firenze e Genova per combattere Carlo V, ma vittoria arrise a quest'ultimo e nel 1527 Roma subì un violento saccheggio: l'accordo del 1529 tra Clemente VII e Carlo V a Bologna sancì la fine dell'influenza francese in Italia ed il controllo dell'Impero sulla parte settentrionale del paese.

A Clemente VII successe Papa Paolo III (1534-1549), che nel 1542 fondò il Santo Officio dell'Inquisizione. Papa Paolo IV (1555-1559), invece, riallacciò i contatti con Francia e Spagna per ripristinare l'autorità dello Stato Pontificio in Europa. Nel 1563 Papa Pio IV (1559-1565) concluse il Concilio di Trento (1545-1547, 1551-1552, 1562-1563), che ribadì la ferma opposizione alla Riforma Protestante ed iniziò una fase di rigore  morale indicata come Controriforma.

La vicinanza del Papato al Regno di Francia permise nel 1631 al Papa Urbano VIII (1623-1644) di acquisire il controllo del Ducato di Urbino, mentre i papi Alessandro VII (1655-1667) e Innocenzo XI (1676-1689) furono più vicini allo spirito nato dal Concilio di Trento.

 

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