Il Papa

Impero Romano e Bizantino

Il Cristianesimo si diffuse rapidamente nei primi tre secoli, anche grazie alla pace interna all'Impero Romano. Ci sono diverse ipotesi sull'esistenza di una forma di primato del Papa anche nella Chiesa antica. Al vescovo di Roma erano riconosciuti onori speciali relativamente agli altri vescovi come successore di San Pietrosan pietro, ma non una vera e propria autorità.

In questo periodo di organizzazione iniziale del Papato, la Chiesa Cattolica dovette affrontare con alcune pesanti persecuzioni da parte degli Imperatori Romani, come quelle organizzate da Nerone, che accusò i cristiani dell'incendio che avvenne a Roma il 19 luglio 64; durante questa persecuzione morirono come martiri gli apostoli San Pietro, il primo Papa, e San Paolo. Per conservare i corpi per la resurrezione, i cristiani iniziarono a seppellire i morti in posti sicuri utilizzati anche come punti di ritrovo e preghiera: le catacombe.

Nel frattempo, si affermò una gerarchia all'interno della Chiesa basata sulle sedi principali di culto, che portò poi alla figura del Papa come capo della Chiesa. Questa gerarchia faceva capo alle sedi storiche, come Roma, fondata dai Santi Pietro e Paolo, Alessandria, legata all'evangelista Marco, Antiochia, fondata anch'essa dall'apostolo Pietro, e Costantinopoli, che si fa discendere da San Andrea, fratello di San Pietro. Data l'importanza storica di queste sedi, i Vescovi di Alessandria, Antiochia, Costantinopoli e Gerusalemme assunsero il titolo di Patriarchi, mentre il vescovo di Roma quello di Papa. Sebbene tra loro inizialmente non vi fosse nessuna gerarchia, Ireneo di Lione nella lista dei Papi della Chiesa di Roma nell'Adversus haereses, definisce questa chiesa come "somma ed antichissima", fondata a Roma dagli Apostoli Pietro e Paolo e, data l'importanza di questi Apostoli, anche la Chiesa da loro fondata viene considerata principale sulle altre, legittimando di conseguenza la supremazia anche del Papa sugli altri Patriarchi.

Sotto gli imperi di Decio (251), Diocleziano (303), e Galerio si ebbero nuove grandi persecuzioni contro i cristiani, che acquisivano sempre più un'autonomia propria soto la guida del Papa. Solo sul punto di morte, Galerio firmò l'editto che permetteva ai cristiani di praticare la loro religione senza ostacoli. Nel 312 poi l'imperatore Constantino si convertì al cristianesimo e con il suo Editto di Milano (313) rese lo stato inizialmente neutrale per quanto riguarda la religione, passando poi a supportare la nuova religione e le figure del Papa e dei Patriarchi come strumento di controllo dell'Impero. In questa ottica, il 19 giugno 325 Costantino indisse e prese parte al primo Concilio Ecumenico di Nicea, primo esempio di Cesaropapismo, con l'imperatore bizantino che esercita vari livelli di controllo sull'organizzazione della Chiesa e sul Papa.

Lo spostamento della capitale a Costantinopoli nel 330 lasciò Roma solo come la sede del Papa, il vescovo della città, segnando l'inizio di un indebolimento del ruolo del Papato. A seguito della divisione delle Chiese a seguito del Primo Concilio di Nicea, del Primo Concilio di Costantinopoli (tenutosi nel 381 da maggio a luglio), del Concilio di Efeso e del Concilio di Calcedonia, si rafforzò l'uso del termine Patriarca per i capi delle Chiese Ortodosse, mentre quello di Papa per la Chiesa di Roma.

Le persecuzioni vennero riprese durante l'impero di Giuliano l'Apostata (361-363) che tentò di ripristinare il paganesimo, ma nel 380 Teodosio rese infine il Cristianesimo la religione ufficiale dell'Impero con l'Editto di Tessalonica.

 

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